La Regione autonoma Valle d’Aosta, per il tramite della struttura Opere idrauliche, in qualità di capofila, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “BECCA – Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l’adattamento ai Cambiamenti ClimAtici”, con la Regione Piemonte, il Politecnico di Torino, l’Université Savoie Mont Blanc e l’Institut National de Recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement, in qualità di partner.
Priorità Alcotra: II. Migliorare la conoscenza del territorio per rispondere alle sfide ambientali della zona ALCOTRA.
Obiettivo specifico Alcotra: 2.4 Promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe, e la resilienza, prendendo in considerazione approcci tipo ecosistemici.
Budget
L’importo del progetto ammonta ad euro 1.968.266,97 dei quali euro 434.475,00 della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di ottobre 2026.
Il progetto è realizzato grazie al contributo dell’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg VI-A Francia-Italia Alcotra 2021-2027 ed è finanziato all’80% attraverso il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) ed al 20% con Contropartite pubbliche e/o private.
Il progetto è finanziato per euro 1.574.613,58 a carico del FESR e per euro 393.653,39 da contropartite nazionali.
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Budget totale |
Budget FESR |
Contropartite |
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ITALIA |
1 244 769,62 |
995 815,7 |
248 953,92 |
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FRANCIA |
723 497,35 |
578 797,88 |
144 699,47 |
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TOTALE |
1 968 266,97€ |
1 574 613,58 |
393 653,39 |
Obiettivi
L’obiettivo generale del progetto è l’ottimizzazione dell'intero ciclo di vita dei bacini idrici transfrontalieri, partendo da una revisione critica delle esperienze passate per rispondere con efficacia alle nuove sfide imposte dal cambiamento climatico. Si mira a trasformare la progettazione e la gestione di queste infrastrutture di piccola e media dimensione attraverso l'integrazione di approcci ecosistemici e soluzioni basate sulla natura, garantendo che le opere non siano solo sicure e tecnicamente adeguate ai nuovi scenari meteorologici, ma anche sostenibili dal punto di vista economico. Parallelamente, il progetto pone un forte accento sulla dimensione sociale e sulla sicurezza pubblica, cercando di elevare il livello di resilienza delle comunità locali attraverso processi di pianificazione partecipata. L'intento è quello di mitigare i rischi catastrofici legati ad un eventuale cedimento degli sbarramenti, definendo procedure e strumenti tecnici condivisi che permettano alla popolazione di essere parte attiva nella gestione del rischio. In definitiva, l'iniziativa si propone di armonizzare la necessità di infrastrutture idriche efficienti con la tutela dell'ambiente e la salvaguardia degli abitanti, rendendo i territori di confine più preparati e adattabili alle perturbazioni climatiche globali.
La vision è orientata a trasformare i bacini idrici transfrontalieri da semplici infrastrutture ingegneristiche a modelli di adattamento climatico e cooperazione sociale. L'idea di fondo è che la sicurezza di un territorio non dipenda più solo dal cemento, ma da un equilibrio intelligente tra tecnologia a basso impatto, rispetto dei cicli naturali e consapevolezza dei cittadini. Si immagina un futuro in cui le frontiere non siano ostacoli, ma spazi di gestione condivisa dove la natura aiuta a proteggere l'uomo, rendendo le comunità capaci di convivere con il rischio idrogeologico in modo attivo e preparato, anziché subirlo passivamente.
Attività
I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso una serie di azioni trasversali:
I risultati attesi che si intendono raggiungere sono i seguenti:
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