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Progetto P@tois

patois FOTO

Il Comune di Oyace, in qualità di capofila, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “P@tois - Il francoprovenzale al servizio di una cultura comune”, in partenariato con LA FORCLAZ, in qualità di partner.

L’importo del progetto ammonta ad euro 74.225,00 dei quali euro 37.800,00 del Comune di Oyace. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di aprile 2027.

Il progetto è finanziato per euro 30.240,00 a carico del FESR e per euro 7.560,00 da contropartite nazionali (a carico del Fondo di rotazione statale di cui alla legge 183/1987).

Obiettivi

L’obiettivo generale del progetto è contrastare il declino del francoprovenzale, unendo gli sforzi del comune valdostano di Oyace, dove la lingua è ancora vitale e radicata, e quello dell'Alta Savoia, La Forclaz, che ha invece subito una forte erosione linguistica. L'iniziativa punta ad invertire questa tendenza attraverso una sinergia che sfrutta il modello educativo valdostano per rivitalizzare l'uso del patois in territorio francese, facilitando al contempo una presa di coscienza collettiva sul valore di questo patrimonio culturale. L'operazione si fonda su uno scambio costante tra scuole, famiglie e istituzioni, integrando le radici storiche comuni con la modernità. L'acronimo scelto simboleggia infatti l'unione tra tradizione e innovazione: l'uso del simbolo "@" richiama l'impiego degli strumenti digitali e delle connessioni remote come mezzi indispensabili per permettere a studenti e comunità lontane di interagire quotidianamente. Attraverso questa collaborazione, il progetto mira a trasformare il francoprovenzale da lingua della memoria a strumento di comunicazione attuale, garantendo alle nuove generazioni gli strumenti per riscoprire ed utilizzare attivamente il dialetto sia nell'ambito privato che in quello sociale.

La vision è orientata a trasformare il francoprovenzale da retaggio storico in declino a lingua viva e dinamica, capace di evolversi attraverso il tempo e le tecnologie. L'idea di fondo è quella di una comunità transfrontaliera in cui le nuove generazioni non vedano il patois come un reperto del passato, ma come uno strumento di identità e comunicazione quotidiana. Integrando le radici linguistiche con l'innovazione digitale, il progetto aspira a creare un futuro in cui la tecnologia non sostituisca la tradizione, ma diventi il mezzo per permettere alle comunità di Oyace e La Forclaz di prosperare insieme, superando i confini geografici e generazionali.

Attività

I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso una serie di azioni trasversali:

  • Creazione di gemellaggi e scambi scolastici digitali: attivazione di laboratori congiunti tra le scuole di Oyace e La Forclaz attraverso l’uso di piattaforme online e connessioni remote, permettendo agli studenti di interagire in patois e condividere progetti didattici sulla cultura locale;
  • Sviluppo di modelli di cooperazione transfrontaliera sostenibili: definizione di protocolli e accordi tra le istituzioni e le associazioni dei due comuni per stabilire eventi ricorrenti e scambi fisici tra le comunità, garantendo che le relazioni proseguano autonomamente anche dopo la conclusione del finanziamento europeo;
  • Produzione di risorse didattiche e strumenti digitali per le famiglie: realizzazione di materiali multimediali e piattaforme di apprendimento che integrino il francoprovenzale nella vita quotidiana, incentivando l’uso della lingua non solo a scuola ma anche all’interno del nucleo familiare per formare nuove generazioni di parlanti.

I risultati attesi che si intendono raggiungere sono i seguenti:

  • Rivitalizzazione dell’uso corrente e intergenerazionale del patois: il principale risultato atteso è il consolidamento del francoprovenzale come lingua quotidiana nelle comunità di Oyace e La Forclaz. Questo obiettivo si realizza attraverso il passaggio della lingua dai parlanti anziani ai giovani, trasformando le famiglie in nuclei attivi di trasmissione culturale e garantendo che il dialetto non resti un reperto storico ma uno strumento di comunicazione tra generazioni;
  • Integrazione strutturale della lingua nei programmi didattici: il progetto punta ad un impegno concreto e duraturo del sistema scolastico. Grazie al coinvolgimento diretto degli insegnanti, il patois diventerà parte integrante delle attività educative, permettendo agli alunni di acquisire competenze linguistiche naturali attraverso progetti mirati e collaborazioni transfrontaliere che rendano l’apprendimento stimolante e continuo;
  • Consolidamento di una rete di cooperazione istituzionale permanente: ci si attende la creazione di un legame stabile tra i due Comuni, scandito da momenti ricorrenti di scambio che sopravvivano alla fine dei finanziamenti. Questo risultato include il coinvolgimento attivo di enti regionali e dipartimentali, informati e sensibilizzati affinché continuino a sostenere la salvaguardia delle radici linguistiche comuni nel lungo periodo.

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