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Progetto Habitour

habitour FOTO

L’Edil art Eco srls, in qualità di capofila, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “Habitour – Residenti transitori, nuovi sguardi: rigenerare con il turismo”, in partenariato con la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, il Commune de Taninges e la Fabrique des transitions, in qualità di partner.

Il progetto ammonta ad euro 74.670,00 dei quali euro 23.750,00 dell’Edil art Eco srls. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di giugno 2027.

Il progetto è finanziato per euro 19.000,00 a carico del FESR e per euro 4.750,00 da contropartite nazionali (a carico del Fondo di rotazione statale di cui alla legge 183/1987).

Obiettivi

L’obiettivo generale del progetto è trasformare radicalmente la visione tradizionale del turismo nelle vallate alpine, evolvendo da un modello puramente economico ad un dispositivo strategico per la rigenerazione del territorio. Focalizzandosi sulle aree pilota di Taninges in Alta Savoia e della Valle del Lys in Valle d'Aosta, l'iniziativa affronta sfide cruciali come il cambiamento climatico, l'invecchiamento demografico e la pressione immobiliare, cercando un nuovo equilibrio tra la capacità di attrarre visitatori e la qualità della vita di chi resta. L'elemento innovativo risiede nel coinvolgimento attivo dei residenti temporanei, tra cui nomadi digitali e proprietari di seconde case, visti non più come semplici consumatori ma come attori partecipativi capaci di generare valore sociale. Attraverso il consolidamento delle reti metromontane e la cooperazione tra partner specializzati, il progetto mira a ridefinire il concetto di accoglienza trasformandolo in una forma di abitare condiviso. Operativamente, Habitour integra ricerca e sperimentazione pratica per mappare le relazioni sociali ed economiche tra città e montagna, documentando i vissuti locali attraverso un atlante delle dinamiche abitative. Questo percorso di co-progettazione sfocia in interventi concreti di riuso di spazi sottoutilizzati e nella creazione di una metodologia replicabile, sintetizzata in un toolkit finale messo a disposizione di altri territori montani per promuovere un modello di sviluppo sostenibile e resiliente.

La vision è orientata al superamento del turismo inteso come mero settore estrattivo o puramente economico, per trasformarlo in un dispositivo strategico di rigenerazione territoriale. L'obiettivo di fondo è la transizione verso un modello di "turismo abitato", dove il confine tra chi visita e chi risiede si sfuma in favore di una responsabilità condivisa verso la cura della montagna.

Attività

I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso diverse azioni trasversali:

  • Analisi conoscitiva e mappatura delle relazioni: questa fase prevede la realizzazione di un Atlante delle dinamiche di abitare e turismo attraverso interviste di prossimità, laboratori fotografici e la raccolta di storie di vita per identificare i bisogni di residenti stabili e temporanei, unita alla creazione di una mappa relazionale delle reti metromontane che collegano città e valli;
  • Percorsi partecipativi e laboratori territoriali: l’attività si concentra sull’attivazione della comunità attraverso passeggiate esplorate, workshop di co-progettazione e momenti conviviali volti a trasformare il territorio in uno spazio di sperimentazione sociale, favorendo l’incontro tra i nuovi abitanti (nomadi digitali, stagionali) e la popolazione locale per definire una visione comune di turismo abitato;
  • Sperimentazioni pratiche di rigenerazione: nei territori pilota di Taninges e della Valle del Lys vengono attuati micro-progetti concreti per il riuso temporaneo di spazi vuoti e la valorizzazione del patrimonio sottoutilizzato, includendo iniziative come la creazione di orti collettivi, mercati locali e l’organizzazione di residenze tematiche per testare nuovi modelli di accoglienza e cura del territorio;
  • Sistematizzazione metodologica e diffusione: l’ultima area di attività riguarda la raccolta di tutte le esperienze e le buone pratiche testate in un “Toolkit HABITOUR”, una cassetta degli attrezzi metodologica composta da schede di laboratorio e format replicabili, pensata per guidare enti locali e operatori nella riproduzione dell’approccio del progetto in altri contesti montani.

I risultati attesi che si intendono perseguire sono i seguenti:

  • Produzione di una base conoscitiva condivisa (Atlante): il progetto genererà una comprensione profonda e documentata dei bisogni e delle percezioni dei residenti (stabili e temporanei), trasformando i dati raccolti in uno strumento di autoanalisi comunitaria capace di orientare le future scelte politiche e abitative dei territori alpini;
  • Consolidamento dell’infrastruttura relazionale metromontana: attraverso la mappa dinamica si otterrà la visualizzazione ed il rafforzamento dei legami economici e sociali tra città e montagna, identificando snodi strategici che permettano di trasformare collaborazioni informali in sinergie strutturate e replicabili;
  • Attivazione di modelli concreti di rigenerazione e abitare: il risultato tangibile sarà la riattivazione di spazi sottoutilizzati e il coinvolgimento di nuovi abitanti in pratiche di cura del territorio, dimostrando l’efficacia di un modello in cui il turista/residente temporaneo diventa un attore attivo nelle reti locali e nell’economia circolare;
  • Trasferibilità e modellizzazione metodologica (Toolkit): la creazione della cassetta degli attrezzi HABITOUR fornirà ad enti locali e operatori alpini in un sistema di linee guida, format e strumenti tecnici pronti all’uso, garantendo che l’approccio sperimentato possa essere esportato e scalato in altri contesti montani transfrontalieri.

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