La Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta l'insieme delle regole che l'Unione Europea si è data per riconoscere la centralità del comparto agricolo, nell’ambito di uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. Creata nel 1962 dai sei paesi fondatori della Comunità europea (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi), è la politica dell'UE che esiste da più tempo ed è una delle più importanti. È anche una politica dinamica, che, attraverso riforme successive, si è adattata alle continue nuove sfide che si pongono al settore agricolo.
I suoi principali obiettivi sono quello di fornire alimenti sicuri, a prezzi accessibili e di elevata qualità a tutti i cittadini, di garantire un tenore di vita equo agli agricoltori, di tutelare le risorse naturali e di rispettare l'ambiente.
La PAC si suddivide in due “pilastri”: il I pilastro, che riguarda i pagamenti diretti erogati agli agricoltori e le misure di mercato ed è finanziato interamente dall’Unione Europea, e il II pilastro, che riguarda invece lo sviluppo rurale e i cui aiuti sono cofinanziati dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e da risorse provenienti dallo Stato e dalla Regione.
Nello specifico, il II pilastro – ovvero gli interventi della Politica Agricola Comune finalizzati allo sviluppo rurale - ha come obiettivi prioritari quelli di favorire lo sviluppo sostenibile delle zone rurali, di accrescere la competitività dei settori agricolo e forestale, di garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, di realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle comunità rurali che preveda anche la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. Gli interventi a sostegno dello sviluppo rurale sono contenuti in un programma di riferimento. Più recentemente, dal 2014 al 2022 è stato il Programma di sviluppo rurale, dal 2023 al 2027 è il CSR.
Ma qual è stato l’iter che ha portato alla definizione della Politica Agricola Comune 2023/2027, a livello di Unione Europea e poi in Italia, e alla regionalizzazione degli interventi in Valle d'Aosta?
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