La Valle d'Aosta e l'Europa

L’UE: la Regione può concedere aiuti agli allevatori per la pratica dell’alpeggio

In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, arriva una bella notizia per la Valle d’Aosta. La Commissione europea ha infatti comunicato di non sollevare obiezioni nei confronti del regime di aiuti di Stato “Aiuti per la monticazione dei capi bovini negli alpeggi”, notificato dalla Valle d’Aosta, ritenendolo compatibile con il mercato interno.

Ciò significa che, a partire dalla prossima estate, potranno essere erogati contributi a fondo perduto alle aziende zootecniche di fondovalle per compensare i maggiori costi e i minori ricavi ai quali devono far fronte per la monticazione dei capi bovini negli alpeggi, condotti direttamente o da terzi.

 Il regime di aiuti in questione è stato oggetto di una complessa e articolata negoziazione nel corso del 2019 con la Commissione, che lo ha concesso in virtù non solo del mantenimento della tradizionale pratica della monticazione ma anche della tutela e del miglioramento dell’ambiente naturale e del benessere degli animali.

I criteri applicativi ai quali gli allevatori dovranno fare riferimento sono stati definiti in sede di negoziazione con l’U.E. nel corso della procedura di notifica e poi approvati dalla Giunta regionale. Ecco, in sintesi, i più importanti.

 

Beneficiari

I beneficiari degli aiuti sono le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) operanti sul territorio regionale di fondovalle nel settore dell’allevamento bovino.

 

Requisiti

I capi bovini sono ammessi ad agevolazione a condizione che:

  1. appartengano alla razza valdostana (pezzata rossa, pezzata nera, castana) e siano iscritti ai relativi libri genealogici;
  2. siano produttivi durante il periodo di monticazione;
  3. siano monticati per un periodo minimo di 60 giornate in alpeggi situati sul territorio regionale;
  4. il numero dei capi ammessi non ecceda il numero di bovine adulte presenti sulla scheda di stalla del richiedente alla data del 31 marzo e in ogni caso un numero massimo di 80 capi.

 

Intensità dell’aiuto

Sono concessi aiuti a fondo perduto fino ad un massimo di:

  1. 250 euro per ogni capo di bestiame monticato in un alpeggio condotto da terzi, che sia stato monticato per un periodo di almeno 100 giorni;
  2. 200 euro per capo di bestiame monticato in un alpeggio condotto direttamente dal richiedente, che sia stato monticato per un periodo di almeno 100 giorni.

 Nel caso in cui i capi siano stati monticati per un periodo inferiore ai 100 giorni, ma pari o superiore a 60 giorni, il premio a capo sarà ridotto proporzionalmente.

 

Impegni

Per poter accedere all’aiuto i beneficiari:

  • si impegnano a rispettare le normative vigenti in materia di anagrafe bovina e a riportare tutte le movimentazioni del bestiame nella banca dati dell’anagrafe zootecnica;
  • sono tenuti al rispetto delle pertinenti norme di condizionalità approvate annualmente con Deliberazione della Giunta regionale;
  • devono assicurare durante tutta la durata del pascolo direttamente, nel caso coincidano con i conduttori d’alpeggio, o indirettamente tramite quest’ultimi, nel caso si tratti di beneficiari che monticano i capi in alpeggi condotti da terzi, la regolare sorveglianza del bestiame nonché il rispetto delle norme igienico-sanitarie e di protezione degli animali;
  • devono assicurare, direttamente o indirettamente, il rispetto dei seguenti impegni, relativamente alle superfici pascolate dagli animali che beneficiano dell’aiuto:
  • divieto di utilizzo di concimi minerali, diserbanti e pesticidi;
  • divieto di qualsiasi lavorazione del terreno senza autorizzazione;
  • carico massimo di 1,0 UBA per ettaro di superficie alpeggiabile.

 

Presentazione delle domande

Le domande devono essere presentate allo Sportello unico del Dipartimento Agricoltura, entro il 31 maggio di ogni anno, anche tramite l’Association Régionale Eleveurs Valdôtains (AREV).

Responsabile dell’istruttoria è la Struttura Zootecnia, produzioni lattiero-casearie e laboratori  dell’Assessorato del turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali.