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Viaggiare nel Regno Unito: cosa è cambiato dopo la Brexit dal 1° febbraio 2020

Il Regno unito non fa più parte dell’Unione europea. Ecco cosa succede per quanto riguarda i viaggi e la libera circolazione dei cittadini.  

Londra - Immagine Unsplash
Londra - Immagine Unsplash

Il Regno Unito è uscito dall'Unione Europea il 31 gennaio 2020 a mezzanotte (ora di Bruxelles) e non è più uno Stato membro dell'Unione europea.

Ma facciamo un passo indietro: il lungo percorso della Brexit, (parola formata dall'inglese Britain, Gran Bretagna, ed exit, uscita), ha inizio con il referendum che si è svolto il 23 giugno 2016, con il quale gli elettori britannici sono stati chiamati a votare sulla permanenza o l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Il risultato, a sorpresa, ha visto vincitori coloro che erano favorevoli all’uscita dall’UE, con il 51,9% dei voti, contro il 48,1% degli elettori che ha votato per rimanere.

Dopo oltre tre anni di trattative e negoziati, lo scorso 31 gennaio il Regno Unito è uscito dall’Unione europea. Oltre a non essere più uno Stato membro dell'UE, dal 1º febbraio 2020 il Regno Unito non è più stato membro neanche della Comunità europea dell'energia atomica e, in quanto paese terzo, non parteciperà più ai processi decisionali dell'UE.

Ma quali sono gli effetti di questo evento storico per i cittadini?  

Come si entrerà in UK? Quali documenti serviranno? Sarà ancora semplice passare un weekend a Londra?

Al momento per cittadini, i consumatori, le imprese, gli investitori, gli studenti e i ricercatori, sia nell'UE che nel Regno Unito, non cambierà nulla. Il 1° febbraio 2020, infatti, è iniziato il periodo di transizione: si tratta di una fase limitata nel tempo, concordata nel quadro dell'Accordo di recesso, che durerà fino al 31 dicembre 2020.

Fino ad allora non cambierà nulla per quanto riguarda i diritti di libera circolazione dei cittadini (e dei loro familiari) che vivono in Italia e nel Regno Unito. Continueremo, quindi, a godere degli stessi diritti di cui godiamo attualmente,  ai sensi della legislazione UE sulla libera circolazione.

Il visto e il passaporto

Per tutto il 2020 per entrare nel Regno Unito sarà ancora valida la carta di identità. I turisti che arriveranno in UK, da Paesi dell’Unione europea, non dovranno richiedere nessun visto, né essere in possesso del passaporto, documenti necessari, invece, a partire dal 1° gennaio 2021.

L'assicurazione sanitaria

Durante il periodo di transizione non è in programma nessun cambiamento per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Per averla, dunque, è sufficiente  possedere la tessera europea di assicurazione malattia, registrata nell'UE (quella che in Italia conosciamo come tessera sanitaria).

Questo documento permette ai cittadini europei in terra britannica di ricevere cure e assistenza di base negli ospedali pubblici. E’ bene, quindi, averla sempre con sé, anche se prudenziale, comunque, attivare un’assicurazione privata extra, soprattutto per una vacanza che comprende più giorni di soggiorno.

E per telefonare?

Altro argomento di interesse per i cittadini riguarda il costo sul roaming telefonico. Fino al 31 dicembre 2020 i cittadini italiani in UK (come nel resto dei Paesi europei) potranno usare i loro piani tariffari come se fossero in Italia, senza sovrapprezzi.

La Commissione europea ha preparato un approfondimento per spiegare la preparazione e la conduzione dei negoziati sulle future relazioni con il Regno Unito disponibile al link sottoriportato.