La Regione autonoma Valle d’Aosta, per il tramite dell’Ufficio di rappresentanza a Bruxelles, in qualità di partner, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “ECO ALP 2050 – Ecosistemi d’alpeggio: azioni-innovazioni-prospettive 2050”, in partenariato con l’Institut Agricole Régional, in qualità di capofila, e con il Parco Naturale Mont Avic, con l’Asters-CEN74, il Conservatoire d’Espaces Naturels de Savoie, l’Etablissement Public Local d’enseignement et de formation agricole de Digne Carmejane e il Parc national de la Vanoise, in qualità di partner.
L’importo del progetto ammonta ad euro 1.999.017,90 dei quali euro 222.750,00 della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di settembre 2028.
Il progetto è finanziato per euro 178.200,00 a carico del FESR e per euro 44.550,00 da contropartite nazionali (a carico del Fondo di rotazione statale di cui alla legge 183/1987).
Obiettivi
L’obiettivo generale del progetto è garantire un futuro agli alpeggi del territorio franco-italiano attraverso una gestione che sappia unire la tutela dell'ambiente con la tenuta economica. In sintesi, il progetto vuole trovare il punto di equilibrio perfetto tra la protezione della natura (biodiversità), la capacità di resistere ai cambiamenti climatici e la salvaguardia del lavoro dei pastori, inteso come motore fondamentale per lo sviluppo della montagna.
La vision è orientata a rigenerare l'alpeggio come un ecosistema vivente e produttivo, dove la protezione della natura e la cultura del pascolo si fondono per creare una montagna resiliente, capace di prosperare oltre le sfide climatiche del prossimo trentennio.
Attività
I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso una serie di azioni trasversali:
Comunicazione e sensibilizzazione alla preservazione degli ecosistemi d’alpeggio;
Sviluppo e sperimentazione di innovazioni metodologiche e tecnologiche per le attività pastorali;
Restaurazione e conservazione degli habitat d’altitudine;
Elaborazione di strategie transfrontaliere sostenibili.
Nello specifico
Trasformare i dati scientifici in consapevolezza collettiva, educando cittadini, studenti e professionisti alla tutela degli ecosistemi d'alta quota. Attraverso una comunicazione moderna e percorsi formativi specifici, il progetto mira a diffondere buone pratiche concrete per la conservazione dell'ambiente alpino;
Modernizzare la pastorizia tradizionale integrando tecnologie d'avanguardia per proteggere sia il lavoro degli allevatori sia l'ambiente. Si punta ad una gestione scientifica dei pascoli, mappando il territorio con i satelliti, pianificando gli interventi nel rispetto delle norme europee ed introducendo nuovi sistemi tecnologici per difendere il bestiame dai predatori;
Rigenerazione degli ambienti naturali d'alta quota che sono stati danneggiati o minacciati dall'invasione di specie non autoctone. Attraverso studi scientifici del suolo ed interventi pratici di ingegneria naturalistica, il progetto mira a riportare gli ecosistemi al loro stato di salute originario, utilizzando esclusivamente sementi locali per ricostruire i prati ed i pascoli tipici delle Alpi;
Istituire una regia unica e lungimirante per la gestione della montagna. Non si tratta solo di interventi immediati, ma di creare un'alleanza stabile tra Italia e Francia che, basandosi su studi scientifici proiettati al futuro, definisca come dovranno essere gestiti gli alpeggi da qui ai prossimi decenni.
I risultati attesi che si intendono raggiungere sono i seguenti:
Diffusione della conoscenza e creazione di un'eredità culturale per il territorio. In sintesi, il progetto trasforma i dati tecnici in strumenti educativi per le scuole ed in competenze pratiche per i professionisti, assicurando che la consapevolezza ambientale diventi patrimonio di tutti;
Il progetto consegna ai pastori ed agli enti tre cose fondamentali: mappe satellitari precise, una guida per rispettare le leggi ambientali senza fatica e le prove tecniche di quali tecnologie funzionano meglio per difendere le greggi;
Manutenzione straordinaria della natura. Il progetto non si limita a studiare l'ambiente, ma interviene fisicamente per guarire i pascoli rovinati, coinvolgendo anche i cittadini nel lavoro sporco;
Il progetto crea una base di dati comune ed organizza forum di confronto tra esperti per decidere come gestire la montagna da qui al 2050. Il risultato è una "guida sicura" con piani d'azione a lungo e medio termine condivisi tra Italia e Francia.