Il Centro Studi Francoprovenzale René Willien, in qualità di partner, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “Elan – La scuola transfrontaliera della lingua francoprovenzale”, in partenariato con l’Association des Fondateurs et Protecteurs de l’Institut Catholique de Lyon, in qualità di capofila.
Priorità Alcotra: IV. Sostenere la resilienza della popolazione nella zona Alcotra.
Obiettivo specifico Alcotra: 4.2 Migliorare la parità di accesso a servizi di qualità e inclusivi nel campo dell’istruzione, della formazione e dell’apprendimento permanente mediante lo sviluppo di infrastrutture accessibili, anche promuovendo la resilienza dell’istruzione e della formazione online e a distanza.
Budget
Il progetto ammonta ad euro 74.853,49 dei quali euro 23.170,39 del Centro Studi Francoprovenzale René Willien. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di agosto 2027.
Il progetto è realizzato grazie al contributo dell’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg VI-A Francia-Italia Alcotra 2021-2027 ed è finanziato all’80% attraverso il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) ed al 20% con Contropartite pubbliche e/o private.
Il progetto è finanziato per euro 59.882,79 a carico del FESR e per euro 4.634,08 da contropartite nazionali.
Obiettivi
L’obiettivo generale del progetto è salvaguardare il francoprovenzale, una lingua transfrontaliera attualmente in grave pericolo di estinzione nonostante la presenza di circa 110.000 parlanti tra la Francia e la Valle d'Aosta. Inserendosi nel quadro del Decennio internazionale delle lingue indigene promosso dall'UNESCO, l'iniziativa punta a superare la frammentazione degli attuali strumenti didattici attraverso la creazione di un metodo di apprendimento globale, standardizzato e adattabile alle diverse varietà locali.
La vision è orientata a trasformare il francoprovenzale da lingua "in pericolo" a patrimonio vivo, moderno e condiviso dello spazio alpino. L'obiettivo profondo non è solo quello di evitare la scomparsa di un dialetto, ma di legittimare il francoprovenzale come una lingua strutturata, capace di dialogare alla pari con l'italiano e il francese all'interno di un sistema educativo formale.
Attività
I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso una serie di azioni trasversali:
Analisi e raccolta dei dati linguistici: la fase iniziale del progetto si concentra sul reperimento e sullo studio scientifico del materiale linguistico necessario per costruire le basi del metodo. Questa attività è fondamentale per garantire che il percorso didattico sia rappresentativo delle diverse varietà locali della Savoia, dell’Alta Savoia e della Valle d’Aosta, permettendo la creazione di uno standard trasferibile e rigoroso;
Sviluppo dei moduli didattici secondo il QCER: l’attività centrale consiste nell’elaborazione di due moduli specifici, uno dedicato alla pronuncia e l’altro alla morfosintassi. Questi strumenti sono progettati secondo i parametri del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue, con un focus particolare sui livelli A1-A2 e una struttura pensata per studenti principianti tra gli 11 e i 15 anni;
Sperimentazione pilota e validazione: una volta creati, i moduli vengono testati sul campo attraverso una fase sperimentale che coinvolge diversi destinatari, tra cui le scuole secondarie di primo grado e l’ambito associativo. I feedback raccolti durante questa fase pilota sono essenziali per correggere eventuali criticità, stabilizzare i contenuti pedagogici e confermare l’efficacia del metodo prima della sua diffusione definitiva;
Formazione dei docenti e dei mediatori culturali: il progetto prevede l’organizzazione di percorsi formativi rivolti a insegnanti, educatori e membri di associazioni culturali. Queste sessioni non rilasciano certificazioni formali, ma hanno lo scopo pratico di fornire ai formatori i supporti didattici strutturati e le competenze metodologiche necessarie per implementare con successo l’insegnamento del francoprovenzale nelle classi e sul territorio.
I risultati attesi che si intendono raggiungere sono i seguenti:
Consolidamento delle competenze dei formatori: il progetto mira a fornire a insegnanti, educatori e operatori culturali una formazione continua che permetta loro di integrare il francoprovenzale nell’insegnamento delle lingue romanze. Attraverso lo scambio di buone pratiche su piattaforme dedicate, i docenti saranno in grado di trasmettere i legami storici e linguistici tra francese, italiano e francoprovenzale, valorizzando anche gli elementi della lingua presenti nella toponomastica e nella vita quotidiana;
Sviluppo linguistico e cognitivo degli studenti: per il pubblico scolastico (11-14 anni), il risultato principale è il raggiungimento di un livello di competenza A1-A2 nel quadro del QCER. L’apprendimento del francoprovenzale non sarà fine a se stesso, ma fungerà da catalizzatore per costruire reti lessicali tra le lingue romanze, migliorando la predisposizione generale degli alunni verso l’apprendimento di altre lingue straniere e la comprensione dei processi linguistici;
Rafforzamento dell’identità e dell’apertura interculturale: l’educazione al francoprovenzale punta a generare nei giovani un più profondo senso di appartenenza alle radici storiche comuni delle regioni coinvolte. Questo processo favorisce un’apertura interculturale basata sul rispetto delle differenze e sulla consapevolezza di un patrimonio etnolinguistico condiviso che unisce, anziché dividere, i due versanti delle Alpi;
Valorizzazione del territorio e impatto socio-economico: oltre l’ambito pedagogico, il progetto intende proiettare il francoprovenzale come una risorsa per lo sviluppo locale e il turismo culturale nell’area strategica tra Lione, Ginevra e Torino. Rafforzando l’identità della regione transfrontaliera, si punta a creare un ecosistema culturale dinamico capace di attrarre interesse e stimolare nuove opportunità economiche legate alla promozione del patrimonio regionale.