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Progetto RESPOnD

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Il Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (Aymavilles), per il tramite dell’Ufficio di rappresentanza a Bruxelles, in qualità di partner, ha aderito alla proposta progettuale dal titolo “RESPOnD – Vigneti alpini resilienti ai cambiamenti climatici”, in partenariato con EURAC Research, in qualità di capofila, e con il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Naturale Regionale dei Ballons des Vosges, la Camera di Commercio Italiana di Nizza, Sophia Antipolis e Costa Azzurra, la Camera dell’Agricoltura della Carinzia, l’Agenzia per lo Sviluppo economico del Burgenland, l’Agenzia di Sviluppo Regionale ROD Ajdovščina, l’Università della Nova Gorica e l’Università di Bayreuth, in qualità di partner.

L’importo del progetto ammonta ad euro 2.210.915,27 dei quali euro 131.375,00 del Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana. Il progetto dovrà concludersi entro il mese di agosto 2027.

Il progetto è finanziato per euro 98.531,25 a carico del FESR e per euro 32.843,75 da contropartite nazionali (a carico del Fondo di rotazione statale di cui alla legge 183/1987).

Obiettivi

L’obiettivo generale del progetto è potenziare la resilienza climatica dei vigneti alpini attraverso un approccio integrato che parte dalla valutazione della loro vulnerabilità ai cambiamenti ambientali per arrivare a valorizzarne appieno il potenziale ecologico, socioeconomico e culturale. Il progetto mira a rendere il settore vinicolo alpino più sostenibile, competitivo e rispettoso del clima, fornendo ad agricoltori, operatori del settore e decisori politici gli strumenti necessari per adottare strategie di adattamento basate sugli ecosistemi (Ecosystem-based Adaptation), trasformando così la gestione del territorio in un modello di resilienza attiva e consapevole.

La vision è orientata a trasformare i vigneti alpini da zone vulnerabili e a rischio a veri e propri modelli di eccellenza sostenibile, dove la tutela della natura ed il successo economico vanno di pari passo. L'idea di fondo è che il futuro del vino di montagna non si garantisce solo con la tecnologia, ma lavorando in armonia con l'ecosistema. La visione immagina un arco alpino in cui i viticoltori non subiscono passivamente il cambiamento climatico, ma diventano custodi attivi di un paesaggio capace di rigenerarsi, mantenendo vivo un patrimonio culturale secolare e restando competitivi sul mercato globale grazie ad un prodotto che è, allo stesso tempo, di alta qualità e "amico del clima".

Attività

I partner intendono perseguire l’obiettivo previsto attraverso una serie di azioni trasversali:

  • Valutazione della vulnerabilità e del valore dei vigneti: il progetto analizza quanto i vigneti alpini siano esposti ai rischi del cambiamento climatico (come siccità, grandine e piogge torrenziali) che minacciano la qualità del vino e la resa dei raccolti. Allo stesso tempo, si occupa di mappare e quantificare i servizi ecosistemici offerti da queste aree, ovvero il loro valore non solo economico (produzione di vino), ma anche ecologico (protezione dall’erosione del suolo, biodiversità) e culturale (bellezza del paesaggio e identità locale);
  • Promozione dell’adattamento basato sugli ecosistemi (EbA): l’attività principale consiste nel fornire ad agricoltori, attori del settore e politici gli strumenti per adottare soluzioni naturali e sostenibili per contrastare il riscaldamento globale (che nelle Alpi corre al doppio della media mondiale). L’obiettivo è passare da una viticoltura intensiva e fragile a sistemi di gestione “climate-friendly” che proteggano i vigneti su pendenze elevate e su piccola scala, riducendo i costi di gestione e prevenendo il degrado del terreno;
  • Cooperazione transnazionale e tutela del patrimonio: il progetto coordina risposte congiunte tra diverse regioni alpine per stabilire sistemi di produzione durevoli ed efficienti che vadano oltre i confini nazionali. Questa attività mira a combattere l’abbandono delle terre e la perdita delle pratiche di coltivazione tradizionali, rafforzando le risorse naturali e culturali che hanno plasmato l’economia e l’eredità storica delle comunità alpine per secoli.

I risultati attesi che si intendono perseguire sono i seguenti:

  • Mappatura e analisi della vulnerabilità territoriale: il progetto produrrà una classificazione dettagliata delle tipologie di vigneti alpini per identificare i servizi ecosistemici critici (come la protezione del suolo e la biodiversità) e misurare l’impatto reale dei cambiamenti climatici a diversi livelli, dal singolo filare all’intero paesaggio regionale. Questo permetterà di capire esattamente dove e come intervenire per ridurre la fragilità di queste aree;
  • Sviluppo e test di soluzioni pratiche (Living Labs): uno dei risultati chiave è la creazione di laboratori viventi dove viticoltori, scienziati e decisori politici collaboreranno per co-progettare soluzioni di adattamento sostenibili. Queste strategie basate sulla natura (EbA) verranno testate concretamente attraverso azioni pilota in diverse aree dello Spazio Alpino, validando la loro efficacia tecnica ed economica prima di una diffusione su larga scala;
  • Creazione di una piattaforma digitale di apprendimento e governance: il progetto culminerà nella realizzazione di un ambiente informativo online, accessibile e facile da usare, che armonizzerà tutti i dati e le conoscenze raccolte. Questo strumento fornirà formazione, linee guida e strumenti pratici per dare potere agli stakeholders, facilitando la transizione verso una gestione dei vigneti resiliente, replicabile e armonizzata a livello transnazionale.

Per approfondimenti clicca QUI

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