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Valdostana è meglio!: un sostegno alla carne a km zero

Eat Biodiversity  ha rafforzato la filiera corta creando una rete stabile di operatori della carne di razze autoctone, incrementandone la vendita

Le nostre tavole accolgono una sovrabbondanza di cibo standardizzato, coltivato/allevato in media a duemila chilometri di distanza. Per tutelare la tradizione locale e contribuire ad abbattere la soglia dell’inquinamento ambientale è invece fondamentale che l’area di produzione degli alimenti torni a essere coincidente, o quasi, con i luoghi in cui sono consumati. Il consumatore deve essere consapevole che la ricerca del cibo nelle aree limitrofe all’abitazione aiuta anche un riequilibrio degli usi alimentari e favorisce un rapporto più diretto con il territorio.

A partire da queste constatazioni, fondate dal punto di vista scientifico-nutrizionale, le attività dell’Arev - Association régionale des Éleveurs valdôtains, si sono incentrate su due fronti: la comunicazione per la valorizzazione del prodotto “carne valdostana” e la creazione della rete di operatori. Lo ha fatto grazie al progetto Eat Biodiversity - La biodiversità nel piatto attraverso le carne di razze bovine autoctone, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Svizzera.

Sono state condotte azioni di comunicazione - tradizionale, social e digital - rivolgendosi direttamente al consumatore finale, per educarlo alla naturalità e informarlo sulla sostenibilità ambientale dei metodi di allevamento locali ma anche sui benefici che possono derivare da un consumo consapevole e corretto di carne a km zero.

La rete degli operatori è finalizzata alla realizzazione di accordi di filiera e all’incentivazione di piattaforme di vendita di carne e prodotti a base di carne provenienti da animali nati e allevati nei territori del progetto. Era già attiva una filiera certificata e controllata attraverso un disciplinare di etichettatura dell’Arev delle carni bovine iscritte al Libro genealogico della Razza valdostana. La filiera si è sviluppata a partire dagli allevamenti in cui è effettuato l’ingrasso, per passare ai macelli, ai laboratori di sezionamento, salumifici, ristoranti e fino ai punti vendita aderenti al disciplinare. Con tali sistemi, è garantita la promozione di carne dalle peculiarità tipiche e testimone di un rispetto del benessere animale e del territorio montano.

L’Arev propone agli operatori che entrano a far parte della filiera, e collaborano essi stessi alla sua promozione, una serie di iniziative come la valorizzazione del prodotto attraverso campagne promozionali e la creazione di una serie di manuali per supportare le aziende nella gestione della produzione e vendita del prodotto.

Sono stati messi a disposizione degli operatori contributi economici per la realizzazione di piccoli progetti promozionali e strutturali e per l’inserimento o il potenziamento dell’utilizzo della carne valdostana nella loro offerta. Da parte loro, gli operatori che hanno aderito alla rete si sono impegnati, per almeno altri tre anni, a utilizzare e commercializzare carne e/o prodotti a base di carne proveniente da disciplinari di etichettatura Arev, a collaborare attivamente alla realizzazione della campagna promozionale fornendo informazioni di provenienza, di destinazione delle carni e informazioni relative alla propria azienda e a utilizzare il materiale informativo e promozionale realizzato con il progetto.

I risultati del progetto sono concreti e tangibili: è stata incrementata la visibilità, la tracciabilità e la riconoscibilità del prodotto, a garanzia dei consumatori; sono considerevolmente aumentati i punti di vendita di carne certificata a cui possono accedere direttamente i consumatori finali; è aumentata la vendita stessa. Inoltre nell’arco di un anno, da fine 2018, gli operatori aderenti alla filiera Arev della carne valdostana sono praticamente raddoppiati (sono ora 84), garantendo rappresentanza a tutte le categorie degli operatori del settore (allevatori, macellai, ristoratori o commercianti).

Quindi fanno ora parte della rete:

  • 5 allevamenti – agriturismi
  • 17 allevamenti con vendita diretta
  • 40 HoReCa (alberghi, ristorazione, catering)
  • 9 macelli – sezionamenti
  • 2 Pastifici
  • 2 salumifici
  • 9 punti vendita

«Quando abbiamo presentato il Progetto Eat Biodiversity , nel ruolo di capofila - dice il presidente di Arev, Dino Planaz - avevamo il desiderio di promuovere il consumo di carne valdostana, incrementando il numero degli aderenti alla nostra Rete e auspicavamo un aumento del numero di capi macellati. I risultati hanno premiato la nostra idea e i nostri sforzi. Certo, non è che un primo passo ma altri ne seguiranno per consolidare i risultati raggiunti e sviluppare ulteriormente la filiera».

«L’adesione alla Rete Arev per la filiera della carne valdostana non si limita all’anno 2019 - spiega Edi Henriet, direttore di Arev - la corresponsione di aiuti economici vincola infatti i beneficiari a un impegno triennale. Un lasso temporale nel corso del quale metteremo in atto ulteriori azioni di valorizzazione e promozione, finalizzate a dare sempre maggiore riconoscibilità alla nostra carne di montagna e a diffonderne il consumo».

Sul territorio svizzero, il partner era l’associazione Fleur d’Hérens du Valais, che ha sviluppato una filiera certificata sulle carni bovine provenienti da soggetti di razza autoctona Hérens du Valais, attraverso un disciplinare di etichettatura delle carni bovine per promuovere la rintracciabilità delle carni e lo sviluppo delle filiere corte. L’etichettatura Fleur d’Hérens, con adesione su base volontaria, garantisce che gli animali siano nati nel Vallese e abbiano un’età inferiore a 5 anni, siano stati pascolati in montagna e alimentati, durante il periodo invernale, principalmente con fieno. La carne è poi venduta da macellerie e da ristoranti aderenti al disciplinare.