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Le antiche miniere di Saint-Marcel riaprono al pubblico

Dopo la chiusura, nel 1957, la miniera di Servette a Saint-Marcel rischiava l’abbandono. La Regione, in sintonia con il Comune, ha realizzato lavori di restauro e di messa in sicurezza trasformando il sito minerario in un centro di attrazione per il turismo culturale e scientifico. Il progetto è stato finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell'ambito della programmazione 2007/13.

Una guida accompagna il gruppo di visitatori alle miniere Servette di Saint-Marcel ©Paolo Rey per RAVDA
Una guida accompagna il gruppo di visitatori alle miniere Servette di Saint-Marcel ©Paolo Rey per RAVDA

Le miniere di Saint-Marcel raccontano un passato eroico fatto di dedizione al lavoro e sacrifici, segnando la vita di persone e famiglie per intere generazioni fino a metà del secolo scorso.

Il progetto di recupero e valorizzazione del sito ha interessato la sezione di Servette, più facilmente raggiungibile e visitabile, grazie alla presenza di alcune gallerie che presentano tutt’oggi buone condizioni di stabilità. La miniera è ubicata a circa un chilometro dall’area attrezzata di Les Druges, sulla destra orografica del torrente di Saint-Marcel.

Il sito minerario di Saint-Marcel visto dall'alto ©Paolo Rey per RAVDA
Il sito minerario di Saint-Marcel visto dall'alto ©Paolo Rey per RAVDA

Una storia millenaria

La chiusura della miniera di Saint-Marcel ha decretato, nel 1957, la fine di un’attività praticata per almeno due millenni. Lo testimoniano i resti di strutture edilizie risalenti al I secolo dopo Cristo rinvenuti in prossimità di avanzi di combustione e scorie di fusione.

Dalla miniera furono estratti nel tempo rame e pirite, ma anche pietre da macina che alimentarono un fiorente mercato nell’Italia settentrionale.

Altro aspetto particolare della storia della miniera è rappresentato dalla  gestione, a metà ottocento, della società L'Esploratrice, costituita da Camillo Benso, conte di Cavour per promuovere la  ricerca e lo sfruttamento di miniere. Ancora oggi, sia l'antico ponte che attraversa la Dora, sia la strada che collega le miniere al villaggio di Plout, sono legate al nome di Cavour. Anche la fabbrica vicino alla Dora che così fortemente segna il territorio di Saint-Marcel, nacque come stabilimento legato alla miniera. 

Una storia importante, quindi, interrotta per mancanza di nuove opportunità.

Un gruppo di minatori dell'epoca ©BREL
Un gruppo di minatori dell'epoca ©BREL

Primi passi

Negli anni Duemila sia l’Amministrazione comunale di Saint-Marcel, sia la Regione, incominciarono ad interrogarsi sul futuro di questo luogo caduto in disuso, ma dal carattere suggestivo e con un passato affascinante. Le miniere sono state oggetto di specifici studi nell'ambito di un progetto europeo partito nel 2003 per volontà del Comune, sotto la guida della Regione con la collaborazione del Museo minerario regionale. Il partner transfrontaliero del progetto, il Comune savoiardo di Saint-Georges d’Hurtières, ha continuato l’opera di riqualificazione per il proprio sito minerario.

Lo studio di fattibilità eseguito nell’ambito del Programma Interreg III A Italia-Francia (Alcotra) 2000-2006 esplorava la possibilità di sviluppare un turismo di tipo scientifico legato soprattutto alla presenza del rarissimo “violano”.

 

Una delle gallerie del parco minerario ©Paolo Rey per RAVDA
Una delle gallerie del parco minerario ©Paolo Rey per RAVDA

La valorizzazione grazie al contributo FESR

L’individuazione del sito minerario di Saint-Marcel, insieme a quelli di Brusson e Cogne, rientra nell’ambito di un progetto strutturale integrato di largo respiro finalizzato alla costituzione del Parco minerario regionale.

Dal 2015 è in attività il Parco minerario di Servette, vero museo a cielo aperto, dove il percorso di visita segue l'antica via delle slitte usate per il trasporto del minerale, i resti dell'antica fonderia di Trèves, vecchi edifici e gallerie minerarie che documentano anche la particolare modalità di produzione delle macine.

Il recupero, finanziato con fondi europei nell’ambito della programmazione 2007/13, ha consentito la messa in sicurezza del sito e il restauro nel massimo rispetto della conservazione dell’esistente.

L'intervento valorizza la storia dell'attività mineraria e la sua importanza per la realtà economica del territorio attraverso la promozione dei ricchi ambienti naturali e le testimonianze della vita passata. Si tratta quindi di un'importante opportunità per favorire il processo di transizione da un'economia fondata sulla produzione a un'economia fondata sul turismo culturale.

D’altra parte, le miniere non sono l’unica risorsa presente sul territorio di Saint-Marcel: si pensi al Santuario di Plout, alle acque verdi, alla riserva naturale di Les Iles, ai numerosi percorsi storici che collegano forni, latterie, mulini e rus, al Castello di cui si sta studiando il recupero funzionale, al centro agricolo dimostrativo regionale che ha sede in località Lillaz.

La messa in rete di tali risorse, unitamente a quelle dei comuni limitrofi (castelli di Fénis e di Quart, Osservatorio astronomico di Saint-Barthelemy), costituisce un pacchetto turistico culturale – didattico rivolto sia alle famiglie che alle scolaresche.

La valorizzazione del sito minerario è stata cofinanziata del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nella programmazione 2007/13 ©Paolo Rey per RAVDA
La valorizzazione del sito minerario è stata cofinanziata del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nella programmazione 2007/13 ©Paolo Rey per RAVDA

Cosa offre il parco minerario

Il sito minerario si trova nelle vicinanze dell’area picnic di Les Druges ed è raggiungibile percorrendo la strada poderale o il vecchio percorso seguito dalle slitte che venivano utilizzate nel passato per il trasporto del minerale. Entrambi i tragitti presentano pendenze assai modeste e risultano facilmente percorribili. All’inizio del percorso verso la miniera si incontrano i resti dell’antica fonderia di Treves; proseguendo lungo la slittovia si arriva, dopo un breve percorso, alla zona di coltivazione.

Il sito offre ai visitatori l’opportunità di scoprire tutti i segreti dei minatori e dei minerali nascosti nella montagna. Una volta giunti a destinazione è possibile visitare gli edifici del villaggio minatori e le strutture esterne tra i quali l’abitazione del sorvegliante, i dormitori, la forgia e i depositi degli esplosivi

Presso Servette sono tre le gallerie di estrazione che testimoniano l’esperienza del minatore: la galleria “1815” (circa 120 metri visitabili, camminando su suolo “originale”), la “San Giacomo” (circa 30 metri visitabili dove si possono osservare le testimonianze relative alla fabbricazione di macine di pregevole fattura e assai rinomate nel passato) e la “San Giuseppe” (circa 80 metri visitabili).

Turismo sostenibile e accessibile

Grazie ai fondi destinati al Comune di Saint-Marcel tramite il Progetto Interreg Alcotra Mi.Mo, Miniere di Montagna, i turisti potranno visitare le miniere a bordo di un pulmino e una carrozzina elettrici per consentire anche ai turisti con disabilità di godere dello spettacolo offerto dal sito minerario. Inoltre, sono state posizionate quattro colonnine per ricaricare le auto elettriche per assicurare una valorizzazione turistica sostenibile.

La testimonianza

"Il recupero, finanziato con fondi europei, del sito minerario di Servette a monte del Vallone di Saint-Marcel, ha consentito all’Amministrazione comunale di preservare e valorizzare la storia millenaria del Comune. Ringrazio l’allora sindaco Roberto Cretier per aver saputo cogliere l’opportunità offerta dal Programma Competitività regionale 2007-2013 e dalla Regione, salvando così dall’abbandono uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi. Con la realizzazione di tale progetto abbiamo pertanto arricchito l’offerta turistica locale con un'iniziativa di interesse storico-scientifico-culturale, che ha ricadute positive sulla realtà economica del nostro territorio."

(Enrica Zublena, Sindaco del Comune di Saint-Marcel)

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